lunedì 30 marzo 2015

Segnalazione romanzo "Tornando da te" di Valeria Marasco

Ed ecco qua il secondo :)

TITOLO: TORNANDO DA TE (Secondo volume della serie “Qualcosa è cambiato”)
AUTORE: Valeria Marasco
CASA EDITRICE: LETTERE ANIMATE EDITORE
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: ebook
ASIN:B00T3RYFY8
PREZZO: 1,99€
LUNGHEZZA STAMPA: 196 pagine
LINK PER L’ACQUISTO:
amazon
http://www.amazon.it/Tornando-te-Valeria-Marasco-
ebook/dp/B00T3RYFY8/ref=pd_sim_kinc_32?ie=UTF8&refRID=0KQ9N97AY749TXZB9XQ2 kobo
https://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/tornando-da-te lafeltrinelli
http://www.lafeltrinelli.it/ebook/valeria-marasco/tornando-te/9788868822811
SINOSSI:
Lisa, è una donna di trentatré anni, con una nota azienda grafica da gestire e due amiche fidate su cui contare. Ma questo, per sua madre, non è abbastanza. 
Elvira Palmieri, infatti, sostiene che sia arrivato il tempo per sua figlia di trovare marito e creare una famiglia. Se poi non è l’uomo dei sogni e tra i due non ci dovesse essere amore… beh, dalla vita non si può avere tutto! 
Proprio mentre sembra andare tutto a rotoli, lo scontro con un uomo un po’ strano che pare, voglia seguire Lisa ovunque, darà il via ad una serie di avvenimenti assurdi. Se poi ci si mettono anche degli strani bigliettini anonimi ad impartirle lezioni di vita, le cose non possono che diventare sempre più confuse.
Le coincidenze, i misteri e le domande, aumentano giorno dopo giorno: chi è davvero l’uomo bizzarro, irriverente e affascinante con cui si è scontrata? E chi è l’autore anonimo dei bigliettini? 
Tutto questo è solo l’inizio di un’avventura ai limiti della realtà, in cui Lisa si troverà coinvolta senza possibilità di scelta e forse… senza possibilità di ritorno!
ESTRATTI DAL ROMANZO:
«Ne hai accettato un altro?» «Sì.»
È visibilmente delusa dal mio comportamento e io sento una stretta allo stomaco. Tutti quelli che mi stanno accanto ultimamente hanno sul viso quella stessa espressione di biasimo rivolta solo ed esclusivamente a me, in qualche modo faccio sempre qualcosa di sbagliato. «Lisa io non capisco davvero, Sarah cercava solo di difenderti.» «Lo so.»
«E tua madre è la persona più dannosa per te in questo momento.»
«So anche questo.»
«Però hai accettato lo stesso un altro dei suoi appuntamenti.» «Già.»
La dottoressa Mannelli sembra essere un po’ scoraggiata. I nostri incontri erano solamente quattro al mese, adesso sono diventati due a settimana. Non credo che questo sia positivo.
Apre un altro fascicoletto sempre dedicato alla sottoscritta e prima di iniziare a scrivere incrocia il mio sguardo.
«Appuntamento numero cinque. Nome?»
Chiudo gli occhi incredibilmente stanca di tutto. «Andrea…Andrea Martinucci.»
La vedo appuntarsi il nome sul foglio bianco. «È oggi l’appuntamento?» Annuisco con poca convinzione.
«Lo sai vero che non hai una pistola puntata alla tempia e che non devi andarci per forza?» La guardo negli occhi leggermente irritata.
«Sa, il sarcasmo non mi aiuta in questo momento!»
«Strano, è quello che ripeto io a te dal nostro primo incontro.» Brutta strega saccente!

Segnalazione romanzo "Solo un attimo" di Valeria Marasco

Dato che avevo detto che in questo blog non si sarebbe parlato solo di me, oggi segnalo due romanzi di Valeria Marasco. Ecco a voi il primo :)

TITOLO: SOLO UN ATTIMO (Primo volume della serie “Qualcosa è cambiato”)
AUTORE: Valeria Marasco
CASA EDITRICE: LETTERE ANIMATE EDITORE
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: ebook/ cartaceo
ASIN: B00QG2J7VO
PREZZO EBOOK: 2,99€
ISBN: 978-8868823054
PREZZO CARTACEO: 12,90€ LUNGHEZZA STAMPA: 196 pagine
LINK PER L’ACQUISTO:
amazon
http://www.amazon.it/Solo-un-Attimo-Valeria-Marasco-
ebook/dp/B00QG2J7VO/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1417788088&sr=8-
1&keywords=solo+un+attimo
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http://www.lafeltrinelli.it/ebook/valeria-marasco/solo-un-attimo/9788868822491

SINOSSI:
Sarah è una donna determinata e costantemente concentrata sul suo lavoro di grafica pubblicitaria. Nella quotidianità non c'è spazio per l'amore, i suoi progetti potrebbero decollare da un giorno all'altro e le sue due amiche e confidenti condividono con lei la voglia di affermarsi nel mondo del lavoro. Presto, però, un incidente cambierà ogni cosa stravolgendo la sua vita stabile e incolore. Christian, un uomo affascinante e irritante, entra prepotentemente nella sua vita rubandole un bacio durante il loro primissimo incontro. Sarah è sorpresa dall'emozione che quel bacio le suscita e non riesce più a mantenere la parvenza di autocontrollo che si è costruita negli anni per proteggersi dalle delusioni. Le cose sono destinate a cambiare sempre più e, un avvenimento al di fuori di ogni schema, catapulterà lei e Christian in qualcosa di assolutamente irreale che costringerà i due ad avvicinarsi e ad accantonare il loro orgoglio per cercare di ritornare alla normalità . Ma i due protagonisti vogliono davvero ritornare alla vita di prima? Il destino compirà ogni scelta al loro posto e per maledizione o per fortuna, le loro esistenze cambieranno per sempre.
BIOGRAFIA AUTORE:
Valeria Marasco è nata il 20 Giugno 1986 e vive a Foggia. Ha conseguito il diploma di maturità nell’anno 2005 acquisendo il titolo di Tecnico della Grafica Pubblicitaria. Ha seguito corsi di recitazione, di dizione, di disegno dal vero presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, fino ad approdare all’ambito della musica classica. Con il massimo dei voti in canto lirico, ha acquisito la Laurea di I Livello presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia. Si è avvicinata all’ambito della scrittura nel 2013, terminando il suo primo romanzo: “Nei tuoi occhi” (Paranormal Romance) in vendita sul sito di Amazon. Nell’Ottobre del 2014, ha iniziato una collaborazione con la casa editrice “Lettere Animate” con il quale ha pubblicato il romanzo rosa SOLO UN ATTIMO, primo volume della
Trilogia “Qualcosa è cambiato” e il secondo volume TORNANDO DA TE, entrambi in vendita in formato eBook, nei maggiori store online come: Amazon, laFeltrinelli, KOBO, Mondadori, Hoepli e tanti altri… 
“Spero che le mie storie facciano sognare, che possano appassionare tutti quelli che come me adorano leggere ed immergersi in mondi nuovi e sempre diversi.”
ESTRATTI DAL ROMANZO:
(...) Sorride in maniera quasi diabolica e io non posso fare a meno di fissare le sue labbra carnose vicinissime alle mie.
«Senza la tua parlantina insopportabile a distrarmi ... sarei impazzito qui dentro!»
Senza avere la possibilità di replicare, le sue labbra si poggiano sulle mie e mi bacia con dolcezza e lentezza, come se le nostre bocche avessero bramato quel momento sin dal primo sguardo. Si scosta troppo presto e quando riapro gli occhi, lo vedo sistemarsi la giacca pronto ad uscire. Le porte si riaprono all'improvviso e l'abitacolo semi buio viene inondato dalla luce esterna. Mi volto strizzando gli occhi e vedo subito Clara stringere nervosamente la spalla di un tecnico, visibilmente irritato da quel gesto troppo invadente.
«Oh, meno male! Come stai!»
«Emh ... tutto ok, credo!»
Faccio un passo verso l'esterno e quando mi volto, vedo Christian affrettarsi verso le scale senza più guardarmi.
Ma è successo davvero? Sono rimasta bloccata in ascensore con un uomo bellissimo che mi ha baciata in maniera assolutamente perfetta? E soprattutto ... lo rivedrò? (...)

venerdì 27 marzo 2015

L'assassino è sempre il maggiordomo, Watson

E invece no. Come nei gialli l'assassino non è sempre il maggiordomo, a differenza di quello che vien detto di solito, allo stesso modo quando succedono le grandi tragedie l'attentatore non è per forza un islamico. E non per forza si tratta di un attentato.
 Inutile cercare di descrivere la portata della tragedia che ha colpito il volo Germanwings da Barcellona a Düsseldorf. Inutile parlare del dolore di centocinquanta famiglie, compresa quella del pazzo copilota Andreas Lubitz che, volendo suicidarsi, ha saggiamente deciso di portare con sé all'altro mondo centoquarantanove persone innocenti.
 Ma non è su questo che voglio soffermarmi.
 Ciò di cui mi interessa parlare è questo: perché, alla notizia del disastro, la prima cosa alla quale si è pensato è stato un attacco terroristico? Non è mica detto che gli aerei precipitino solamente per quello. Un guasto a un motore, una collisione con uno stormo di uccelli o con un altro aereo, la mancata uscita del carrello in fase di atterraggio sono motivi più che sufficienti per trasformare un volo in un dramma. E allora, perché pensare subito all'atto di terrore?
 Il clima internazionale, certo, invoglia subito ad un'analisi di questo tipo. Ma si tratta di una congettura troppo comoda e, in effetti, sbagliata, come poi si è rivelato. La cultura dei moderni attentatori è inferiore a quella dell'Occidente? I sociologi replicherebbero che a una domanda così posta non si può rispondere. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea, invece, non si pongono nemmeno la questione: certo, è la risposta.
 Ma questo non deve far dimenticare alla società occidentale che, se è vero che essa è più "elevata" rispetto a quella araba/orientale, ciò non vuol dire automaticamente che sia anche perfetta e immune da qualsiasi errore o perfettibilità. L'incidente della Germanwings ce lo dimostra. I fanatici, i pazzi, gli sragionevoli sono elementi che fanno parte anche del nostro mondo sociale, e non solo del contesto arabo. Troppo spesso ce lo dimentichiamo.
 Sarà brutto dover dire la verità a noi stessi, ma anche l'uomo occidentale è in grado di compiere follie. L'assassino non è sempre il maggiordomo.

mercoledì 18 marzo 2015

Quello che dovevamo aspettarci

L'azione violenta dell'Isis, fino a una settimana fa, non aveva ancora toccato i beni culturali, stranamente. Poi i miliziani hanno deciso di recuperare il tempo perduto e hanno distrutto Mosul, Nimrud, i mausolei sifidi a Sirte e vari simboli della cristianità sparsi in tutto l'Iraq. Tutti, ovviamente, patrimoni dell'umanità secondo l'Unesco, che ha chiesto, per favore, almeno un elenco dei siti danneggiati, qualora ne fosse sfuggito qualcuno. I danni, si intende, sono irreparabili.
 Di quanto fin qua detto, si può pensare di tutto: che è una barbarie, che è un'azione deplorevole, che è ingiusto e quant'altro. Una sola cosa è scorretto ritenere: che si tratti di un gesto inaspettato.
 Da quando mondo è mondo, purtroppo, funziona così. Gli stati dittatoriali che vogliono affermarsi, o che sono alla fine della loro esistenza, puntano alla distruzione dei ricordi, della memoria collettiva, che è uno dei perni di qualsiasi società. Ma non puntano a distruggere una memoria qualsiasi, no signori. Annientano quella scomoda. Così fecero i nazisti, con la messa a bando di centinaia e centinaia di libri, e così fecero anche i comunisti in Cina, che rasero al suolo o trasformano centinaia e centinaia di templi millenari. La distruzione dell'identità a partire dalla cancellazione della memoria collettiva non conosce distinzione fra destra e sinistra.
Non è un caso che tutti i siti culturali finiti sotto le ruspe del Califfato siano ben precedenti alla nascita della religione mussulmana (alcuni risalgono a più di tremila anni fa). L'idea che la Siria, l'Iraq, il Libano abbiano radici culturali che con il Corano non hanno nulla a che vedere è intollerabile, perché delegittima chi, con la forza, vuole riappropriarsi di quelle terre. Meglio risolvere il problema alla radice, e cancellare tutto.
 Tutto ciò, purtroppo per i miliziani, non cancellerà la memoria a milioni e milioni di cittadini asiatici che hanno visto distruggere con i loro occhi tremila anni di civiltà. Il pericolo più grande per l'Isis non sono gli Stati Uniti malvagi, ma coloro che vorebbe rendere suoi sudditi.


Domenico Andrea Schiuma

sabato 14 marzo 2015

Si Salvi(ni) chi può. La Lega vuole la Liguria, e non solo.



Salvini è convinto di poter vincere nelle regioni rosse. Difficilmente ce la farà. Ma può ottenere dei buoni risultati. Da partito generalista.



Se qualche anno fa Umberto Bossi avesse ipotizzato di vincere in una delle regioni italiane storicamente rosse, come la Toscana o l’Emilia Romagna, sarebbe stato preso a pesci in faccia da chiunque. Ma i tempi sono cambiati. E così oggi, a poche settimane di distanza dalle prossime regionali, Matteo Salvini è convinto di potersela giocare nelle regioni dove hanno sempre vinto i comunisti dei magistrati cattivi. “Se vinciamo in Liguria o in qualche altra regione di sinistra, qualcuno a Palazzo Chigi dovrebbe dimettersi dopo un quarto d’ora”. E non contento, Salvini critica anche la scelta della data. “È stata selezionata a ridosso di un ponte per far sì che il minor numero di persone possibile vada a votare. Chi l’ha decisa, ha paura. Ma sono convinto che i cittadini troveranno comunque un minuto per le sorti della propria terra”.
 Sull’astensionismo, forse, Salvini non ha tutti i torti. Del resto, non sembra che la questione sia particolarmente importante per il governo Renzi. Il primo ministro, dopo la “vittoria” dell’astensione alle regionali del 2014, aveva comunque esultato per il risultato del PD, parlando dell’astensionismo come di “una questione secondaria”.
 Certo è, invece, che in Toscana, in Umbria, in Liguria, difficilmente la Lega Nord può nutrire serie velleità di vittoria. Ciò non toglie, tuttavia, che essa possa ottenere delle buone percentuali. E, a mio modesto avviso, non mi meraviglierei se il Carroccio ottenesse qualche voto inaspettato anche in Puglia e in Campania. Qui, di certo, la bandiera della Padania non sventolerà in cima alla Basilica di San Nicola, o sulle torri di Castel dell’Ovo. Ma qualche sorpresa potrebbe comunque esserci.
 Del resto, se sono state aperti delle sedi del partito sulle innevate vette delle Murge a Mottola e nella Pianura Padana-Versione Sud a Tricase, e se alcune di queste sezioni sono attive addirittura dal lontano 2006, un motivo dev’esserci.
 E il motivo è il seguente. Salvini ha portato a compimento un processo di trasformazione del partito che era iniziato già sotto il Dio-Bossi. Nulla di male. È fisiologico che un partito cambi. La Lega, di nordista, di “padano”, ha ormai solamente il nome. La Lega di Salvini non è più quella di Bossi. Quella che vuole la secessione. Quella che vuole il federalismo fiscale così i terroni non rubano i soldi ai polentoni. Salvini ha il coraggio (o meglio, direi, la faccia tosta) di andare a fare comizi a Palermo e di chiedere scusa ai meridionali per le discriminazioni subite nel ventennio di esistenza del partito. La Lega di Salvini mantiene una facciata di nordismo, di territorialità. Ma si è trasformata in un classico partito generalista, come il Pd, o il Pdl, che vuole voti un po’ da tutte le parti dello Stivale.
 E a prova di ciò, quali sono attualmente i cavalli di battaglia della Lega? La lotta all’immigrazione clandestina (è una questione che riguarda solo il Nord? Ovviamente no); l’uscita dall’Eurozona (idem con patate); la lotta ai vari decreti svuota-carceri (e i carceri, se la memoria non mi inganna, esistono anche a sud di Roma ladrona). I problemi del Nord ricco e industriale, certo, permangono ancora nella discussione interna al partito. Ma non sono più centrali come erano fino a una decina di anni fa.
Salvini ha però un problema non di poco conto. Ossia, il fronte interno al partito. Tosi o non Tosi, Zaia o non Zaia. Questo processo divisionistico all’interno dei partiti, che porta alle creazioni delle varie correnti, è giusto che esista. Lo sa bene la sinistra, che è nata con le correnti al suo interno –Dalemiani, Bersaniani, Civatiani, Renziani, Cuperliani, Ciccio e Cola- . E, da qualche anno a questa parte, lo sa anche Berlusconi. Il quale, dal tragico momento della scissione di Fini, si è reso conto che anche all’interno del centro-destra unito intorno al suo leader possono nascere delle voci di dissenso. Il Movimento5Stelle, invece, sembra ancora non essersi abituato all’idea. È chiaro che ogni scissione indebolisce il partito di partenza. Ma le separazioni possono sempre essere parate.
 Ce la farà Salvini a resistere a queste dinamiche? Difficile da dire. Nel frattempo, aspettiamo l’Election Day del 31 marzo. Sperando che i prossimi dirigenti sappiano fare dei propri predecessori. Leghisti o non leghisti che siano.
Domenico Andrea Schiuma